Stucchi e calchi

Replica in gessoLe opere in stucco sono utilizzate per abbellire sia le superfici interne che quelle esterne dei monumenti, con una composizione materica diversa a seconda della collocazione, dell’esposizione e della tecnica (bassorilievi, altorilievi); possono essere monocromi, policromi o caratterizzati da dorature.
In questo campo vale più che altrove la teoria del restauro di Cesare Brandi: rispettare l’autenticità della materia oltre che del significato, eseguire interventi minimi per le integrazioni di lacune e parti mancanti e comunque utilizzare tecnologie distinguibili, compatibili e reversibili.

 

Le operazioni di restauro hanno inizio con la messa in sicurezza di parti in pericolo di crollo e distacco mediante preconsolidamento; se situati in ambienti esterni o malsani va effettuata la disinfezione da organismi biodeteriogeni, che si manifestano sotto forma di muffe, alghe e patine.Ricostruzione mancanza

Si procede poi con la pulitura, mediante tecniche e strumentazioni differenti a seconda dei casi (descialbo meccanico, microsabbiatura, sostanze chimiche applicate a tampone o impacco) e con consolidamento mediante iniezioni (di malte preconfezionate o resine), distacco e riadesione di frammenti, ristabilimento della coesione tra gli strati. In presenza di lacune o mancanze di parti o di modellato si può procedere con le reintegrazioni; ove possibile e permesso (a seconda degli elementi originali rimanenti o di fonti storiche attendibili e comunque su indicazione della direzione lavori) si utilizza la tecnica del calco: si eseguono repliche in gesso o resina sulla base di controforme in gomma, realizzate sulle decorazioni originali superstiti, e vengono riadattate nelle sedi originarie. A conclusione dell’intervento si pone attenzione sulla presentazione estetica e la protezione finale mediante scialbature, velature o prodotti protettivi incolori.

 

Realizzazione del calco

Esempi di lavori svolti

schedaCripta della Chiesa del GesùRoma, (2005)