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Il metallo nel campo dei Beni Culturali può essere
utilizzato per la realizzazione di sculture, ma anche di
elementi architettonici quali inferriate, infissi, coperture,
oppure arredi sia interni che esterni come lampade, stemmi,
maniglie. Il materiale può essere composto da un solo elemento
chimico (ferro, oro, rame) o da leghe (bronzo, acciaio,
ottone). Le tecniche esecutive sono differenti: per esempio le
statue di grandi dimensioni venivano realizzate di solito per
fusione su controforme in altro materiale, gli elementi
decorativi o di arredo erano invece direttamente forgiati in
ferro battuto.
Il restauro dei manufatti metallici è un
campo molto particolare della disciplina generale. Se pure
vengono seguite le classiche fasi lavorative, gli strumenti ed
i prodotti sono molto specifici ed anche gli operatori sono
altamente specializzati. L’intervento su tali manufatti
prevede la pulitura di eventuali strati
sovrammessi (concrezioni, sporco), il trattamento del supporto
metallico con inibitori di corrosione e la riproposizione
della tinta originaria. Laddove il metallo non sia dipinto si
può prevedere di applicare un protettivo e quindi una finitura
superficiale con cera microcristallina e successiva
lucidatura. Nei casi di grosse mancanze si può pensare alla
riproposizione della parte mediante ricostruzione con
materiale metallico lavorato in maniera il più simile
possibile a quella originaria, ma comunque
distinguibile. Per la protezione dalla corrosione di
manufatti di grande dimensione si possono utilizzare anche i
cosiddetti anodi di sacrificio, elementi metallici meno nobili
che per le loro proprietà elettrochimiche si corrodono
preferenzialmente.
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