Indagine a vista

CestelloLa progettazione di un intervento di restauro deve essere sempre consapevole della consistenza materica dell’opera d’arte.

La raccolta e l’analisi delle informazioni storiche esistenti non può costituire l’unica base per un buon progetto; è necessario e sempre auspicabile un confronto diretto col monumento, mediante la vista ed il tatto del progettista.

A vista possono essere analizzati la forma e composizione architettonica, l’inquadramento urbanistico, i dettagli architettonici e costruttivi, i materiali costitutivi e le forme di alterazione macroscopica presenti; al tatto possono essere riconosciuti particolari materiali impiegati, la loro lavorazione, alcune forme di degrado in atto: i fenomeni di distacco degli intonaci dai supporti murari, ad esempio, vengono rilevati mediante auscultazione tattile acustica (battitura).


Per i monumenti di dimensioni notevoli non è possibile condurre un’indagine approfondita di tutta la superficie da terra. In questi casi dovrebbe essere utilizzato un cestello elevatore, oppure, per le opere di una certa importanza o delicatezza, un ponteggio mobile o fisso. L’indagine diretta, da vicino, è sempre importante: anche se può rappresentare un costo preliminare elevato, essa è essenziale per un buon progetto, poiché permette di prevedere la maggior parte degli interventi senza “sorprese” in fase di restauro.
Tale indagine visiva deve essere effettuata da tecnici specializzati nei differenti campi della disciplina del restauro: coordinati dall’architetto, saranno presenti l’ingegnere per i problemi strutturali, il geologo, il chimico ed il biologo per l’analisi microscopica dei fenomeni di degrado, il restauratore per le ipotesi di intervento, lo storico dell’arte per il riscontro tra i dati documentali e quelli materici.

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