Diagnostica

Duomo di Amalfi (campionamento)La diagnostica, realizzata mediante prelievo di piccoli campioni e loro studio chimico fisico in laboratorio, è importante per completare le informazioni raccolte con la ricerca storica e l’indagine a vista e risolvere problemi di interpretazione sullo stato di fatto dei materiali e delle forme di alterazione presenti. Viene così definito un primo progetto diagnostico con l’indicazione dei problemi, le tipologie di analisi da effettuare e la quantità ed ubicazione dei campioni da prelevare.


Le prove possono essere effettuate in sito o in laboratorio. Quelle in sito possono riguardare la caratterizzazione strutturale e l’individuazione di dissesti in atto (mediante sondaggi, carotaggi, endoscopie, martinetti piatti, monitoraggio delle lesioni), oppure la caratterizzazione delle superfici (prove di restauro, test sull’efficacia dei prodotti utilizzati in sito quali colorimetria o assorbimento capillare). Le analisi di laboratorio servono invece ad indagare a livello microscopico lo stato di conservazione: sono utilizzati microscopi ottici o elettronici per la caratterizzazione composizionale e conservativa, altre strumentazioni per la risoluzione di particolari quesiti (presenza di sali, sostanze organiche derivanti da trattamenti pregressi, alterazioni naturali o indotte, attacchi di organismi biodeteriogeni, riconoscimento delle tecniche di esecuzione).


I risultati della diagnostica permettono una definizione abbastanza univoca dei problemi riscontrati e quindi degli interventi da eseguire sull’opera d’arte; dunque in fase di cantiere gli operatori potranno disporre di un progetto esaustivo, preciso, facilmente consultabile e risolutore di problematiche specifiche, insomma “a prova di variante”.

Teatro sociale di Bergamo (modello matematico)Duomo di Siena (analisi delle superfici)