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Il legno è
un materiale di origine organica, ed in quanto tale è maggiormente soggetto ad una serie di processi degradativi che possono comportare variazioni anche notevoli al suo
aspetto ed alle sue caratteristiche meccaniche, chimiche e fisiche.
Nel caso di strutture lignee i processi di alterazione possono comportare gravi danni a livello strutturale: è quindi molto importante non solo diagnosticare con
precisione lo stato di conservazione del materiale, ma soprattutto identificare i fattori di rischio ambientale e biologico che possono portare al deterioramento.
Il primo passo è
l’individuazione macroscopica della specie lignea di cui è costituito il manufatto: conoscendo questa si possono poi eseguire la determinazione
della durabilità del materiale, l’individuazione e valutazione tecnologica dei difetti e delle alterazioni, la determinazione delle patologie e delle classi di rischio biologico.
Per la valutazione dello stato di conservazione del materiale si eseguono altre indagini, come le prove penetrometriche e
resistografiche, il succhiello di Pressler, e gli esami endoscopici.
L’esame
dendrocronologico permette infine di dare in molti casi una datazione certa al legno impiegato.
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