Pavimenti intarsiati

Il pavimento a marmi commessi (opus sectile) è composto da differenti elementi marmorei, detti crustae, appositamente sagomati ed affiancati per definire una figura o un disegno geometrico. E’ una decorazione tipica dell’epoca romano-imperiale, poi ampiamente ripresa in periodo medievale (arte cosmatesca), spesso con materiale di riuso.
Come per i mosaici, l’indagine diagnostica è rivolta alla conoscenza dei materiali impiegati, in particolar modo dei marmi costituenti le crustae, che possono essere caratterizzati macroscopicamente, tramite diffrazione o con la valutazione degli isotopi e degli elementi in traccia. Il riconoscimento dei marmi è molto importante sia sotto il profilo tecnico-artistico, sia per l’intervento di restauro; può essere in effetti necessario sostituire alcune crustae con altre dello stesso tipo.
Dal punto di vista conservativo è invece necessario definire lo stato di conservazione delle malte di allettamento, da cui dipende la tenuta del pavimento. Le tecniche più idonee a tal fine sono la lettura di sezioni petrografiche lucide e sottili, la cromatografia ionica per la determinazione dei sali solubili e la spettrofotometria FT-IR per il riconoscimento delle sostanze organiche.

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