Mosaici

Piano analiticoLe opere musive, per la loro stessa natura, sono soggette a molteplici fenomeni di degrado. Per questo la loro salvaguardia è coincisa per un lungo periodo con lo stacco dal supporto ed il loro collocamento in ambienti museali idonei. Attualmente l’obiettivo del restauro è la conservazione in situ, sia che si tratti di opere pavimentali che di rivestimenti parietali, e una corretta diagnosi delle cause di degrado è molto importante.


Lo studio dei mosaici è rivolto a differenti classi di materiali: innanzitutto è fondamentale la caratterizzazione delle malte di allettamento e la verifica del loro stato di conservazione.

 

 

Sezione sottile mosaico parietaleQuesta può essere eseguita con la lettura di sezioni stratigrafiche lucide e sottili e con l’impiego di tecniche come la cromatografia ionica per la determinazione dei sali solubili e della spettrofotometria FT-IR per il riconoscimento delle sostanze organiche. Queste analisi oltre a fornire informazioni di carattere storico sulle tecniche esecutive, sono utili anche per la messa a punto delle malte necessarie per il restauro, che devono essere il più possibile simili a quelle originarie.


Sezione sottile mosaico pavimentaleC’è poi la classificazione delle tessere, che possono essere di marmo o altre pietre dure nel caso dei pavimenti musivi, e generalmente di vetro per i mosaici parietali. Nel primo caso le tecniche impiegate vanno dal riconoscimento macroscopico dei marmi, laddove possibile, alla diffrazione ed alla valutazione degli isotopi e degli elementi in traccia per l’esatta individuazione della specie geologica. Sulle tessere in vetro si può invece effettuare un’analisi SEM-EDS, che permette di valutarne lo stato di conservazione e di individuare il tipo di vetro.

Esempi di lavori svolti

schedaDuomo di SienaSiena, (2003)