Manufatti lapidei naturali

Sezione sottile di marmoSotto la denominazione di elementi lapidei naturali possono essere inclusi numerosi manufatti: da oggetti di grandi dimensioni come obelischi, fontane, monumenti, ad altri più piccoli come sculture, bassorilievi, lapidi, sarcofagi, arredi sacri, edicole. Sebbene appartenenti alla stessa classe di materiali, questi manufatti possono andare incontro a problematiche di conservazione anche molto differenti tra loro, dipendenti prevalentemente dall’ambiente in cui si trovano, esterno o interno. Un esame diagnostico è quindi auspicabile per valutare lo stato di conservazione e pianificare l’intervento di restauro affinché sia il più possibile efficace e duraturo.
Tra le indagini le più indicate sono l’osservazione accurata delle superfici con un microscopio ottico portatile per stabilirne lo stato di conservazione e le eventuali forme di alterazione individuabili; un esame più accurato in questo senso può essere eseguito con la lettura di sezioni sottili petrografiche, anche con il software EIMA, o con una diffrazione dei raggi X per caratterizzare i prodotti di degrado.
Per l’esame delle patine, sia che siano originarie che di alterazione, la tecnica migliore è la spettrofotometria FT-IR, mentre per le patine di origine biologica occorre eseguire esami microbiologici con individuazione delle specie responsabili.

Altre indagini tipiche sono quella ad ultrasuoni per scoprire fessurazioni o discontinuità, la termovisione e la magnetometria per la ricerca di eventuali perni all’interno del manufatto.

La colorimetria è invece impiegata per le analisi di controllo durante la pulitura.

Statua di Urbano VIII del Bernini Fluorescenza UVStatua di Urbano VIII del Bernini

Esempi di lavori svolti

schedaDuomo CefalùPalermo, (2002)

 

schedaStatua “La verità” di Gian Lorenzo BerniniRoma, (1997)

 

schedaFontana MaggiorePerugia, (1991)