Beni archeologici

Prospetto del fronte dell'Acquedotto FeliceI beni archeologici includono una vasta gamma di manufatti, dai resti di strutture come palazzi, anfiteatri, templi (le cosiddette emergenze archeologiche), agli oggetti più disparati come corredi funebri, utensili di uso quotidiano, statue ed altre opere d’arte. Anche la diagnostica prevede quindi un largo numero di analisi possibili, a seconda del materiale che occorre indagare: fondamentale è comunque tenere sempre presente l’origine di questi manufatti e la loro particolare vicenda conservativa, che comporta fenomeni di degrado tipici e strategie conservative specifiche.
In particolare le indagini diagnostiche sono impiegate per la caratterizzazione delle strutture murarie e della loro resistenza, delle superfici decorate e non, del loro stato di conservazione, per la determinazione della composizione dei manufatti, per la datazione dei reperti. Per questi studi si impiegano varie tecniche: termografia, georadar, carotaggi ed esami boroscopici e videoendoscopici per lo studio delle strutture; sezioni lucide e sottili, diffrattometria dei raggi x, cromatografia ionica, osservazione al microscopio elettronico accoppiata alla microanalisi e ad eventuali mappature degli elementi, per il riconoscimento dei materiali e lo studio delle superfici; carbonio-14, termoluminescenza, dendrocronologia per le datazioni.

Sezione sottile fritta egizia vista a nicols paralleliSezione sottile fritta egizia vista a nicols incrociati

Esempi di lavori svolti

schedaAnfiteatroEraclea Minoa, (2001)

 

schedaTempio della ConcordiaAgrigento, (1998-2001)

 

schedaColosseoRoma, (1989-1990)