Campionamento sulla Verità del BerniniCesare Brandi, fondatore e direttore dell’Istituto Centrale del Restauro, definisce nella sua Teoria il restauro come "il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica": estetica in quanto individuata come opera d’arte portatrice di una valenza specifica, storica poiché rimanda ad un certo tempo e luogo in cui è stata realizzata.

 

Restauro significa quindi innanzi tutto conoscenza dell’opera su cui viene effettuato l’intervento.
Sulla base di questi assunti la protezione e conservazione non può prescindere dall’attività diagnostica, che deve essere parte integrante dell’intervento conservativo, predisponendo un piano diagnostico che preveda indagini preliminari per la caratterizzazione dei materiali e la conoscenza dello stato di conservazione e dei fattori di degrado, ed indagini in corso d’opera e sui prodotti di restauro per il controllo del corretto avanzamento dell’intervento.


Per garantire la bontà dei risultati analitici è fondamentale l’attenzione posta alla fase di campionamento, da considerarsi parte integrante dell’analisi che sarà successivamente eseguita: a questa operazione sono infatti legati i risultati che si otterranno con le diverse tecniche e la loro significatività. Il prelievo deve essere fatto dai tecnici specializzati che condurranno le indagini di laboratorio (che conoscono tipologia e dimensioni dei campioni necessari per le diverse analisi), deve soddisfare il criterio della rappresentatività, garantendo per quanto possibile che ogni campione riassuma in sé tutte le problematiche relative ad una zona omogenea, e rispettare l’aspetto storico-artistico del manufatto.


CampionamentoI dati ottenuti con una campagna diagnostica adeguatamente progettata e condotta sono preziosi per guidare qualsiasi intervento di restauro e protezione a risultati di grande qualità, rispettosi del manufatto e durevoli nel tempo.

 

Microscopio ottico